La storia del Parapendio comincia nel 1965 con la messa a punto della Sailwing. Egli chiamò questa nuova disciplina slope soaring (volo di pendio). Parallelamente a questa invenzione venne creato un paracadute dotato di cassoni da utilizzarsi al posto del paracadute parabolico: il parafoil. Le prime dimostrazioni di slope soaring furono effettuate su di un trampolino da Salto con gli sci. Laurent de Kalbermatten inventò nel 1985 il Randonneuse, il primo parapendio concepito specificamente per il volo. Era un mezzo più efficiente, più facile da gonfiare e dalle maggiori prestazioni dei paracadute di allora. Il parapendio non cesserà più di evolversi, tanto come materiali utilizzati che come tecniche di costruzione, divenendo un sport a se stante. L'attrezzatura necessaria al volo è composta da un'ala (generalmente chiamata "vela" dai parapendisti), alla quale è sospesa la selletta del pilota tramite due cavi funicolari. Il pilota controlla il volo tramite due comandi, i freni aerodinamici. Tutte le vele sono dotate di un dispositivo di accelerazione da controllare con i piedi, detta comunemente "pedalina" che, agendo in modo diversificato lungo il profilo alare, consente una migliore performance di velocità o efficienza a seconda della regolazione e comunque in base alle condizioni aerologiche. Agendo sulla pedalina, comunemente chiamata "speed", si va a variare l'incidenza dell'ala. Tale variazione comporta un aumento della velocità. A livello agonistico vi sono due diverse federazioni internazionali: la FAI organizza World Air Games, Mondiali, Europei, Coppa D'Asia e Campionati Panamericani, la PWCA la Coppa del Mondo.

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