Il Wingsuit Flying è uno sport in aria che prevede l'utilizzo di una particolare tuta da lancio, detta tuta alare, che riesce ad aumentare la superficie del corpo umano conferendovi un profilo alare, trasformando la velocità data dalla forza di gravità in planata orizzontale. Le sue forme si richiamano a quelle dello scoiattolo volante. Utilizzata nel paracadutismo come nuova disciplina, è oggetto di costante e rapido sviluppo. Attualmente, una normale tuta alare, rispetto ad una velocità media di caduta libera di circa 200 km/h, consente di rallentare fino a circa 70 km/h, con una velocità orizzontale di 180 km/h. La tuta alare è particolarmente usata in lanci da grandi altezze in quanto consente di rallentare i tempi di caduta libera aumentando la distanza dai possibili ostacoli e diminuendo così il rischio di incidenti. Il merito della messa a punto della prima autentica tuta alare va attribuito al paracadutista francese Patrick de Gayardon; questi intuì che, date le caratteristiche di densità del corpo umano, non ci si poteva ispirare alle forme degli uccelli bensì sarebbe stato più utile riferirsi a quei mammiferi il cui patagio consentiva di planare. Dopo i primi studi a partire dal 1994, nel 1996 sono incominciati i primi voli sperimentali. Ma la data ufficiale di nascita della tuta alare è il 31 ottobre 1997, quando, al cospetto di un gruppo di giornalisti italiani, Patrick de Gayardon, dopo un salto dall'elicottero a 6000 metri di quota, sfrecciò tra le guglie del versante francese del Monte Bianco.

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